Polemiche e timori per il progetto Ichnusa Wind Power

L’accordo tra Saipem e Divento scatena reazioni a Carloforte e Nuraxi Figus
Ha destato una certa preoccupazione il post di sabato dell’ex governatore della Regione Sardegna Mauro Pili in cui annuncia “pronto lo sfregio per Carloforte e la costa di Porto Flavia”.
Scrive Pili, oggi caporedattore dell’Unione Sarda: “Nelle scorse ore è stato siglato un accordo tra la Saipem e Divento, la società con il fondo Copenhagen Infrastructure Partners, GreenIT, joint venture tra Plenitude (Eni) e CDP Equity (Gruppo CDP), 7 Seas Wind Power e NiceTechnology, per l’utilizzo di STAR 1, la tecnologia di proprietà di Saipem per l’eolico galleggiante, per realizzare un devastante parco eolico a mare davanti a Carloforte e alla costa tra Nebida e Masua; il progetto Ichnusa Wind Power conta di 42 pale, per una iniziale potenza prevista di 500 megawatt.
Nell’accordo appena sottoscritto, però, è indicata anche una novità tecnologica: per devastare per sempre quel tratto di costa saranno utilizzate pale da ben 20 megawatt l’una, con un diametro dell’elica di 260 metri, un’altezza della punta delle pale fino a 320 metri e una vasta area spazzata di 53.000 metri quadrati, circa la dimensione di sette campi da calcio; di mezzo c’è lo Stato: con Eni, Cassa Depositi e prestiti! Tutti complici, tutti i parlamentari vergognosamente in silenzio, tutti al servizio degli affari di questo scempio di Stato sul mare di Sardegna! Stanno devastando per sempre uno dei tratti di costa più suggestivi dell’Isola, sfregiano paesaggio, cancellano la navigabilità di navi e imbarcazioni da diporto, distruggono per sempre la rotta del tonno rosso e un’economia da sempre florida che crea centinaia di posti di lavoro. Spero che nella terra delle storiche lotte minerarie e dei pescatori, si abbia la forza di contrastare in ogni modo questo scempio! Denunciare e reagire è un dovere morale”.
In realtà la notizia è trapelata 10 giorni fa. “Si parla di un accordo economico, non di autorizzazioni per l’Ichnusa Wind Power” sottolineano al Comune di Carloforte.

Saipem e Divento hanno unito le forze per lo sviluppo dell’eolico offshore galleggiante in Italia. L’accordo prevede l’utilizzo della tecnologia Star 1 nei progetti 7 Seas Med in Sicilia e Ichnusa Wind Power in Sardegna, con l’obiettivo di partecipare alle aste Fer2 e accelerare la transizione energetica del Paese. Quello siciliano ha già ottenuto la compatibilità da parte del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica, quello sardo no. Entrambi i progetti sono ancora in fase di sviluppo e attendono il completamento del quadro regolatorio per poter accedere alle aste Fer2.
Star 1 è una tecnologia sviluppata da Saipem per la realizzazione di fondazioni semisommergibili destinate all’industria dell’eolico galleggiante. Progettata sulla base di un’esperienza pluridecennale nella costruzione e installazione di infrastrutture marine, offre una soluzione industriale leggera, facile da costruire, assemblare e mantenere.
“Siamo molto attenti agli sviluppi del progetto Ichnusa Wind Power e degli altri 7 impianti per l’eolico offshore attorno alla nostra isola” sottolinea Ornella Girosi del comitato No speculazione energetica Carloforte. “Collaboriamo anche con gli altri comitati e siamo in attesa della decisione del Mase relativa alla valutazione d’impatto ambientale dell’impianto Ichnusa Wind Power, ma preferiamo non fare allarmismi”.
Il comitato nuraxino insieme a Su Entu Nostu ha organizzato un incontro per venerdì 28 marzo alle 16 al centro polivalente di Nuraxi Figus in cui si discuterà con le principali associazioni ambientaliste sulla legislazione sarda in materia e sul problema dei cavidotti degli impianti eolici offshore che arrivano a terra.
Susanna Lavazza